non fare ad alcun essere vivente ciò che non vorresti fosse fatto a te...
Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non sono riferibili né a prescrizioni né a consigli medici

Da Wikipedia:


Con il termine pet therapy (in italiano, zooterapia) s'intende, generalmente, una terapia dolce, basata sull'interazione uomo-animale


Cos'è la pet therapy?

Fu lo psichiatra infantile, Boris Levinson, a enunciare per la prima volta, intorno al 1960, le sue teorie sui benefici della compagnia degli animali, che egli stesso applicò nella cura dei suoi pazienti.

Una terapia singolare, dalle caratteristiche e dai risultati sorprendenti: la Pet Therapy si basa sul rapporto tra due esseri viventi, con caratteristiche differenti. Da una parte l'animale, con il suo bagaglio di spontaneità, dall'altra persone bisognose di affetto e di trovare una chiave personale per entrare nel mondo.

Andare a cavallo, ma anche solo accarezzare un cane o un gatto, aiuta a risolvere disagi fisici e psichici. È stato dimostrato che la presenza di un animale migliora, dal punto di vista psicologico, la vita dell'individuo, diminuendo solitudine e depressione, agendo da supporto sociale, dando impulso alla cura di se stessi e diventando una fonte di attività quotidiane significative. Spazzolare, giocare, nutrire, lavare un animale aiuta a migliorare l'aspetto fisico in soggetti affetti da handicap fisico. Gli animali possono diminuire l'ansia e abbassare lo stress divenendo una fonte di contatto piacevole, una visione rilassante e una percezione di sicurezza e tranquillità, aumentando autostima, autocontrollo, indipendenza ed autonomia.

La Pet Therapy, come scienza, nasce nel 1977 negli USA quando un gruppo di volontari fonda la Delta Society, mettendo a disposizione l'amico animale per iniziare un lungo percorso che li porterà a studiarla e ad applicarla. Con il termine Pet Therapy si indicano due categorie di terapie: quelle dirette a soggetti con handicap, il cui scopo è di eliminare uno stato di malattia o ridurne gli effetti negativi sulla salute del paziente; quelle finalizzate a migliorare la qualità della vita e lo stato generale di benessere.

Peculiarità di tale scienza è l'uso della relazione con l'animale come soggetto dotato di una propria sensibilità, che si fa co-protagonista dell'azione terapeutica, in una relazione interattiva estremamente ricca e complessa. Ha effetti positivi se praticata nelle scuole, nelle carceri, ospedali, case di cura, comunità di recupero e con soggetti portatori di handicap fisici e/o psichici.


Gli animali si divertono o tollerano semplicemente le sedute di Pet Therapy?

Perché gli animali non siano “strumento” di lavoro ma co-terapeuti in queste attività e ne traggano anch’essi dei benefici è importante una adeguata attività di selezione, partendo dalla specie più adatta ad un determinato tipo di lavoro per poi considerare anche la razza, il sesso, l’età e le caratteristiche psicologiche e comportamentali del singolo individuo. Se affidiamo ad un animale un lavoro per il quale è naturalmente portato e creiamo con esso una interazione favorevole otterremo ottimi risultati senza creare condizioni di stress. È fondamentale, infatti, che gli animali si sentano tranquilli, a proprio agio e sicuri durante l’interazione con gli esseri umani per poter accettare trattamenti un po’ maldestri, tollerare vocalizzi improvvisi e incontrollati e mantenere l’attenzione sempre rivolta verso le persone con cui lavorano. Non potremmo, infatti, applicare la Pet Therapy nei casi di zoofobia, ipocondria, psicosi maniacali e malattie mentali gravi, casi in cui i pazienti potrebbero sfogare la loro aggressività sugli animali con gravi conseguenze.

Quindi il ruolo del Medico Veterinario nell’ambito della Terapia e della Attività assistita con gli Animali è quello di garantirne il benessere dal punto di vista medico ma anche e, soprattutto, psicologico, guidando l’animale nell’interazione con il paziente, perché non venga mai usato ma trattato come partner di lavoro.

Questo presuppone, ovviamente, da parte del veterinario adeguate conoscenze di etologia, dei principi di addestramento, una profonda conoscenza della psiche animale ma anche delle problematiche legate al mondo dell’handicap. Solo attraverso l’approfondimento di queste tematiche sarà in grado di valutare attentamente i parametri di affidabilità, controllabilità e prevedibilità indispensabili per la selezione degli animali più idonei per la Pet Therapy, anche in relazione all’ambiente di lavoro e al tipo di lavoro da svolgere.

Dal punto di vista medico è importante valutare costantemente lo stato di salute degli animali, controllare i segnali di stress che, ci giungono attraverso il linguaggio del loro corpo, provvedere ad adeguati trattamenti di medicina preventiva, quali vaccinazioni annuali, trattamenti antiparassitari in rapporto anche allo stato immunologico dei pazienti. E’, infatti, sconsigliato il contatto con gli animali per i pazienti con limitate difese immunitarie o sottoposti a chemioterapia o a terapie immunosoppressive e in pazienti affetti da diabete mellito o malati di AIDS.


Dr. Marirosa Marzulli - Medico Veterinario - BA


IL PARERE DEL PEDAGOGISTA

Gli animali hanno accompagnato l'uomo sin dall'inizio della sua storia sia come fonte principale per l'alimentazione sia come compagni di lavoro, di caccia e di vita. Nella storia di ciascun popolo il rapporto con loro è stato differente e quanto mai vario. Gli egiziani consideravano sacro il gatto, demonio e amico delle streghe per i popoli occidentali del medioevo; le vacche sacre per gli indiani, erano (e sono) fonte principale di sostentamento per le altre civiltà; il cane detestato dai popoli arabi, è amico fedele e compagno di caccia indispensabile per molti altri.

Ma si è dovuti arrivare al XX secolo per comprendere quanto gli animali possano essere importanti anche per la psiche umana e il ruolo che possono assumere anche nel trattamento di molte patologie neuro e psicomotorie.

In qualità di educatrice, presso un centro per disabili, ho avuto modo di analizzare le esperienze di due ragazzi autistici particolarmente attratti dal mondo animale. Normalmente si mostravano poco attenti, irrequieti, distaccati e completamente chiusi nel loro isolamento, ma era sufficiente il volo di una mosca, il cinguettio degli uccelli o l'abbaio lontano di un cane per suscitare in loro interesse, renderli attenti e calmare la loro continua irrequietezza. Era evidente che i ragazzi stessero cercando di stabilire un contatto con questi animali, di entrare nel loro mondo ma cosa più importante che stessero permettendo agli animali di valicare quella soglia che difficilmente altri riescono ad oltrepassare.

Ho pensato, quindi, di comunicare con loro attraverso gli animali, raccontando storie di cani, gatti, cavalli , guardandone insieme le foto ed anche se per pochi istanti ho avuto la sensazione di essere con loro dalla stessa parte del mondo.

Ritengo, comunque, che gli animali possano essere d'aiuto anche nella quotidianità, migliorando la qualità della vita sia psicologicamente che fisicamente. Spesso la loro presenza ci trasmette sicurezza e senso di protezione, ci aiuta a ritrovare il sorriso e può distrarci dalla routine della vita.


Dott.ssa Roberta Selvaggio - Pedagogista - BA


L'equipe di intervento

La Pet Therapy richiede sempre un adeguato progetto educativo- riabilitativo che risponda alle esigenze di ogni singolo caso. Per ognuno occorre sviluppare un programma terapeutico che coinvolga diverse figure professionali: il medico, lo psicologo, il pedagogista valutano, con la consulenza del pet partner e dell'educatore cinofilo, come la relazione con gli animali possa essere utile.

Compito del pet partner e dell'educatore cinofilo è selezionare l'animale, controllarne lo stato di salute e valutare se è adatto nel tempo per il compito affidatogli; il contributo del fisioterapista è importante se il paziente presenta handicap fisici; l'addestratore deve preparare l'animale nel caso in cui venga impiegato per sopperire particolari disturbi psicofisici; l'educatore deve fare da guida ad entrambi i protagonisti durante tutto il percorso.

La Pet Therapy agisce positivamente in diversi ambiti: favorisce l'attività ludica, la socializzazione (l'animale risulta un perfetto tramite per lo sviluppo delle relazioni), aumenta il senso di responsabilità e la produzione linguistica, per necessità di comunicare con l'animale. Possono lavorare solo gli animali domestici , quali cani, gatti, coniglietti, asini etc..

È importante che, qualunque animale si scelga, abbia un temperamento equilibrato e mansueto. Possono essere utilizzati anche gli acquari, soprattutto per soggetti fobici ed affetti da empatia con il mondo animale. I volatili canori e gli asini, per la loro mansuetudine, sono indicati per i soggetti aggressivi. I felini hanno virtù ansiolitiche da cui trarrebbero benefici anche cardiopatici ed ipertesi. Per correggere i disordini del movimento ed aiutare i soggetti affetti da patologie neurologiche e muscolari, da lesioni traumatiche cerebrali, da sclerosi multipla e per bambini con paralisi cerebrale si è rivelata molto utile la riabilitazione equestre.

L'ippoterapia, grazie al rapporto che si stabilisce tra cavaliere e cavallo, produce un senso di indipendenza, aumenta l'autostima e accresce la fiducia in se stessi. Infine, grazie alla loro giocosità, i delfini sono un ottimo ausilio nella cura dei bambini autistici, favorendo una migliore apertura al mondo esterno e le capacità comunicative, nelle persone con disturbi della sfera affettiva. Poiché i delfini comunicano con i suoni e movimenti del corpo, riescono a comprendere molto bene il linguaggio del corpo umano, captandone le necessità. Giocando e nuotando con loro, si perfeziona la meravigliosa interazione.


Dott.ssa Roberta Selvaggio - Pedagogista - BA


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