non fare ad alcun essere vivente ciò che non vorresti fosse fatto a te...

Animalismo, libri


Lou, Buc e tutti gli altri

Stefano Cagno
Editori Riuniti
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Dall'autore:

Questo nuovo libro, che affronta il tema della vivisezione in maniera differente da quanto fino ad ora ho fatto, s'intitola "Lou, Buc e tutti gli altri" ed è costituito da 12 interviste a 12 animali da esperimento che rispondono alle mie domande come se fossero in grado di parlare.
Dopo ogni intervista c'è un mio commento sullo stile di "Gli animali e la ricerca".
Credo che questo taglio possa coinvolgere anche persone che non sono necessariamente interessate a priori
alla vivisezione. È un altro tentativo per stimolare la coscienza e l'intelligenza spesso assopite della gente.

Il libro costa 13,50 euro
Stefano Cagno, medico chirurgo, è membro di Equivita e di Medici Internazionali per l'abolizione della vivisezione.



Indice

Vivisezione o scienza. La sperimentazione sull'uomo
Pietro Croce
Calderini
VI edizione 2000, pag. 300
Dall'introduzione:

In questo libro sono state messe insieme, sia pure allo scopo di contrapporle, scienza e pseudoscienza.
La pseudoscienza, come tutte le mistificazioni, muove l'ilarità oppure il sarcasmo.
L'ilarità è sempre impietosa: non si dovrebbe ridere dell'ubriaco. Perciò non si dovrebbe ridere di quell'esigua schiera di ricercatori in buona fede che, ancora oggi, s'ostinano a cercare nelle viscere doloranti di rane, cavie, cani, gatti, scimmie, una risposta ai malanni umani.
Poi ci sono i ricercatori in malafede: un esercito. Costoro scavano dalle viscere degli animali diplomi "honoris causa", cattedre, dollari. Per essi il sarcasmo esprime, fin troppo gentilmente, un irriducibile disprezzo.
La seconda parte del libro è dedicata alla scienza. Vi sono esposti i metodi fondamentali della ricerca biomedica: il metodo epidemiologico, i modelli matematici, i metodi in vitro.
Pietro Croce, medico-chirurgo, laureato all'Università di Pisa, allievo della Scuola Normale Superiore.Dal 1952 al 1982, primario del laboratorio di analisi chimico-cliniche di Microbiologia e di Anatomia patologica dell'Ospedale L.Sacco di Milano. Libero docente dell'Università di Milano. Membro del College of American Pathologist.
Imperatrice nuda. La scienza medica attuale sotto accusa
Hans Ruesch
Civis
I edizione 1989, pag. 340
L'attuale "scienza medica", dinanzi alla quale s'inchinano popoli e governi, è immaginata come una dea onnipossente e bellissima su cui non devono permettersi di alzare lo sguardo. Se avessero il coraggio di farlo, vedrebbero che la loro imperatrice è nuda e orrenda. Solo Hans Ruesch, l'autore di un romanzo come "Paese dalle ombre lunghe" - di cui si sono vendute finora due milioni e mezzo di copie in tutto il mondo - poteva scrivere questo libro. Imperatrice nuda è una spietata, documentatissima requisitoria contro la cosiddetta "ricerca" attuale, impostata su un metodo che l'autore, insieme con un gran numero di medici e scienziati tra i più eminenti, considera non solo disumano ma antiscientifico: quello sulle prove sugli animali, che oltre ad essere crudelissime, sono controproducenti, perchè inattendibili. Ossia forniscono continuamente informazioni errate, con grave danno per l'umanità e ad esclusivo beneficio di chi fabbrica e smercia la pletora di sempre nuovi prodotti, autorizzati appunto in base a tali prove fallaci, finchè si rivelano dannosi. Allora vengono rimpiazzati da altri prodotti, non meno dannosi perchè perfezionati con la medesima metodologia. Alla base di tutto, meschini interessi pecuniari, ma anche altro. Impressionante la documentazione presentata dall'autore perchè ricavata da quanto pubblicato o dichiarato ufficialmente dagli stessi responsabili: quindi irrefutabile.
Hans Ruesch, svizzero, inizia la sua carriera letteraria in Italia e Germania. Negli anni 40 si trasferisce negli Stati Uniti dove scrive brevi racconti e romanzi successivamente pubblicati in 10 lingue, molti dei quali divennero dei best-sellers (tra cui ricordiamo "Paese dalle ombre lunghe"). Si interessa presto di vivisezione e nel 1974 fonda il Centro per l'informazione scientifica sulla vivisezione. Le sue ricerche ed i suoi scritti rivelano che la vivisezione non è semplicemente una questione di crudeltà verso gli animali ma una frode dietro la quale si nascondono enormi interessi commerciali. Nell'ottobre del 1987 fonda l'associazione internazionale di medici contro la vivisezione.
Gli animali e la ricerca. Viaggio nel mondo della vivisezione
Stefano Cagno
Editori riuniti
II edizione 2002, pag. 175
Recentemente società civile e comunità scientifica hanno discusso molto sulla necessità e sulla liceità dell'impiego egli animali nella ricerca.
Questo libro si pone l'obiettivo di presentare l'argomento ad un pubblico non specialistico, ma in maniera ben documentata, utilizzando un linguaggio scorrevole.
Vengono illustrati tutti gli aspetti legati alla vivisezione, iniziando con i dati riguardanti gli esperimenti, le specie impiegate e i campi di applicazione, e poi presentando le argomentazioni degli scienziati antivivisezionisti. Successivamente sono trattati gli aspetti etici, attraverso le opere dei filosofi del Movimento dei diritti degli animali.
Infine, vengono analizzati i metodi sostitutivi della vivisezione e le leggi, con una particolare attenzione per quella sull'obiezione di coscienza. Il libro si conclude con una breve storia del movimento antivivisezionista. Sono presenti anche due sezioni dedicate alla sperimentazione umana e una bibliografia ragionata.
Stefano Cagno, medico chirurgo, è mebro del Comitato scientifico antivivisezionista e della Lega internazionale medici per l'abolizione della vivisezione.
L'inganno crudele. L'impiego degli animali nel campo della ricerca medica.
Robert Sharpe
Borla
1992, pag. 356
La vivisezione è un argomento intriso di emotività e spesso oggetto di accesi dibattiti. Se siete un difensore dei diritti degli animali, se semplicemente amate il vostro cagnolino oppure se non siete per nulla apppassionati di animali, non importa; pochissime persone vogliono vedere gli animali soffrire inutilmente. Sembra che la vivisezione in nome della ricerca medica sia necessaria: ma lo è davvero? Robert Sharpe offre il suo prezioso contributo al dibattito con questo libro, frutto di una ricerca capillare. Ci presenta i fatti scientifici - spesso di difficile o impossibile accesso per l'opinione pubblica - assieme all'opinione degli scienziati e di altri addetti ai lavori. Se vi siete chiesti almeno una volta che cosa esattamente si intenda per vivisezione e se esistano alternative, leggete questo libro.
Sperimentazione animale e psiche: un'analisi critica
Stefano Cagno
Edizioni Cosmopolis
2001, pag. 111
Nel campo scientifico la Medicina rimane una delle materie più arretrate poiché, nonostante i sempre più ricercati sussidi tecnologici, esistono ancora molte questioni irrisolte, sia per quanto riguarda gli aspetti diagnostici che terapeutici. Essendo il progresso nelle materie scientifiche basato sulla ricerca, la spiegazione di tanti insuccessi deve essere cercata proprio in questo campo. Ritengo, infatti, che la Medicina non riesca a progredire come si vorrebbe, perché la ricerca è basata in gran parte su un metodo non scientifico: la sperimentazione animale. Nel tentativo di comprendere i meccanismi biologici che determinano l'insorgenza di una malattia, molti ricercatori inducono artificialmente negli animali condizioni simili, ma mai uguali, a quelle che si riscontrano negli esseri umani. Analogamente, quando deve essere studiata una nuova sostanza che si ritiene possa avere proprietà terapeutiche, prima di somministrarla ai nostri simili, viene data agli animali, al fine di valutarne le capacità terapeutiche e l'eventuale tossicità. Ogni specie animale, però, possiede differenti caratteristiche anatomiche, genetiche,biochimiche, fisiologiche e patogeneti- che e quindi, ogni risultato ottenuto su una determinata specie, vale per quella e per nessun'altra. Pertanto i dati ottenuti sugli animali non possono essere considerati predittivi di quanto poi accadrà nell'uomo. Prova di ciò è la necessità, resa obbligatoria anche dalla Legge, di passare alla sperimentazione umana dopo quella animale, prima della commercializzazionedi un nuovo farmaco. Se, a causa della sua incapacità di fornire risultati utili per gli esseri umani e per il progresso scientifico il Professor Croce, ha definito la sperimentazione animale in campo medico un "errore metodologico" (Croce P. "Vivisezione o scienza", Calderini Edagricole 2000), in campo psichiatrico questo errore è doppio, poiché alle differenze sopra elencate si aggiunge l'impossibilità di comunicare tra i ricercatori e gli animali. Inoltre, rispetto agli altri campi della medicina esiste un altro aspetto che rende ulteriormente difficile l'interpretazione dei dati ottenuti sugli animali nelle ricerche psichiatriche. Ogni organo svolge la stessa funzione in ogni specie animale, anche se di solito non nello stesso modo. A livello macroscopico esistono elementi di somiglianza, anche se a livello microscopico invece le differenze spesso diventano significative. Questo non vale per il Sistema Nervoso Centrale. Infatti gli esseri umani possiedono strutture che sono assenti in tutte le altre specie animali: i lobi frontali. Le funzioni cognitive superiori, e particolarmente complesse, degli esseri umani, sono rese possibili proprio dall'esistenza di queste strutture. Soltanto i primati non umani ne possiedono un abbozzo. Quindi, nel caso delle ricerche sugli animali in campo psichiatrico e psicologico, oltre alle dif- ferenze interspeciste, non possiamo valutare e studiare proprio la funzione di quella parte del Sistema Nervoso Centrale che rende gli esseri umani più evoluti dal punto di vista cognitivo rispetto a tutti gli altri animali. Prova di quest'ulteriore difficoltà è l'estrema arretratezza della Psichiatria per quanto riguarda le conoscenze scientifiche, tanto da renderla, pro- babilmente, il fanalino di coda tra le specializzazioni mediche. Le considerazioni precedentemente esposte valgono sia nel campo della clinica (psicologia e psicopatologia), sia della terapia (psicofarmacologia). Risulta quindi più razionale l'analisi separata dei modelli animali utilizzati dai ricercatori in questi due campi.Prima di passare alla loro analisi critica, ritengo sia importante presentare un excursus storico della sperimentazione animale, nonché illustrare i modelli impiegati nelle ricerche psicologiche e psichiatriche.
Stefano Cagno, laureato in Medicina e Chirurgia presso l'Università Statale di Milano, lavora come Dirigente Medico Ospedaliero. E' vegetariano da oltre 20 anni ed è membro del Comitato Medico Scientifico di AVI. Si occupa prevalentemente di vivisezione e vegetarismo e su questi argomenti ha partecipato a molti congressi e dibattiti anche a livello universitario. È autore di quasi 300 articoli ed alcuni libri come "Quando l'uomo si crede Dio" (Alberto Perdisa Editore, 2000), "Sperimentazione animale e psiche: un'analisi critica" (Edizioni Cosmopolis, 2001) e "Gli animali e la ricerca" (Editori Riuniti, 2002).

Chimica ed ambiente: sviluppo sostenibile e tutela della salute pubblica
Massimo Tettamanti
Edizioni Cosmopolis
2003, pag. 83
Ogni anno 3000 sostanze nuove, potenzialmente pericolose, vengono immesse nell'ambiente e utilizzate dall'uomo. Per proteggere l'uomo e l'ambiente dai rischi connessi all'immissione sul mercato di tali sostanze chimiche vengono adottate, anche a livello giuridico, misure di tutela della salute pubblica. Attualmente, la tossicità e la conseguente pericolosità di una sostanza viene valutata principalmente attraverso la sperimentazione su animali. Il metodo garantisce le aziende produttrici sul piano legale ma quale attendibilità hanno questi test? Qual è, se esiste, il fondamento scientifico di queste prove? Quali sono gli effetti sul piano pratico? Questo libro, estremamente rigoroso sul piano scientifico è una severa critica e un durissimo attacco all'utilizzo di animali nei test di tossicità. Dati alla mano è possibile dimostrare che centinaia di sostanze, vendute come sicure dopo le prove su animali, si sono rivelate disastrose per la salute dell'uomo o dell'ecosistema. Esistono altre possibilità, altre metodologie capaci di garantire meglio sul piano della sicurezza. L'autore le presenta in modo dettagliato e dimostra che, se applicate a livello normativo, potrebbero fornire informazioni più utili e tutelare in modo migliore l'uomo e l'ambiente. La scelta di non descrivere le sperimentazioni su animali è legata esclusivamente al fatto di permettere una lettura il più possibile separata dalle sensazioni di disagio, di pena e di sofferenza che solitamente accompagnano la conoscenza di metodi così cruenti e obsoleti.
Massimo Tettamanti si è laureato in chimica all'Università di Milano e ha svolto il Dottorato di Ricerca in chimica ambientale presso l'Università di Siena. Responsabile nazionale del progetto: "Vita da Topi" e responsabile internazionale del progetto: "Didattica senza Animali". È autore dei libri: "Il Jainismo, la più antica Dottrina della Nonviolenza, della Compassione e dell'Ecologia", in collaborazione con Claudia Pastorino (Ed. Cosmopolis, 2002) "Tossicità Legale. Introduzione alle metodologie che non fanno uso di animali" e "Tossicità Legale II. Metodologie che non fanno uso di animali".Tradotti anche in francese e tedesco (Ed. Atra).
I falsari della scienza
Hans Ruesch
Edizioni Civis
2003, pag. 83
Breve libro in cui si descrivono e si criticano gli esperimenti di vivisezione e le loro nefaste conseguenze per la salute umana. Il testo è corredato di numeroso foto in bianco e nero.
Hans Ruesch, svizzero, inizia la sua carriera letteraria in Italia e Germania. Negli anni 40 si trasferisce negli Stati Uniti dove scrive brevi racconti e romanzi successivamente pubblicati in 10 lingue, molti dei quali divennero dei best-sellers (tra cui ricordiamo "Paese dalle ombre lunghe"). Si interessa presto di vivisezione e nel 1974 fonda il Centro per l'informazione scientifica sulla vivisezione. Le sue ricerche ed i suoi scritti rivelano che la vivisezione non è semplicemente una questione di crudeltà verso gli animali ma una frode dietro la quale si nascondono enormi interessi commerciali. Nell'ottobre del 1987 fonda l'associazione internazionale di medici contro la vivisezione.
Cancro: un male evitabile. Come combattere una strage inutile.
Gianni Tamino
Cosmopolis
Prima dizione, ottobre 2006. Pag. 144

Dopo anni di ricerca il cancro fa ancora paura. Nonostante i moltissimi soldi continuamente spesi e le migliaia di ricercatori impegnati in questa battaglia, è ancora sinonimo di dolore e morte.
È nella natura di questo male “oscuro” l’essere invincibile o qualcosa nel modo di affrontarlo non ha funzionato?
Cosa ha significato, ad esempio, per la ricerca la scelta unidirezionale a favore della vivisezione?
Gianni Tamino, biologo e ricercatore, traccia in maniera chiara una storia di questa decennale lotta contro il “male del secolo”, mettendo in evidenza come il fondamento epistemologico che si basa sulla sperimentazione animale, abbia fino ad oggi fornito dati e conclusioni errate. Il cancro è, secondo l’autore, un male curabile e, fatto ancor più interessante, è un male che si può e si deve prevenire a patto di consegnare alla storia della medicina (non certo tra le pagine più brillanti) la sperimentazione di ogni rimedio sugli animali.
Sotto accusa non c’è soltanto la vivisezione in quanto tale, ma l’idea stessa del ruolo della medicina, il cui compito primario non dovrebbe essere quello di curare, somministrando farmaci e sostanze chimiche sempre nuove, ma quello di aiutarci a prevenire, mantenendo efficienti ed efficaci i nostri sistemi naturali di difesa.

Dal sito della LAV

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