non fare ad alcun essere vivente ciò che non vorresti fosse fatto a te...

Ogni anno 12.000.000 di animali vengono utilizzati in esperimenti nei laboratori europei.


Nel 1986 il Consiglio Europeo ha adottato la Direttiva 86/609 sulla “protezione degli animali utilizzati per fini sperimentali o altri fini scientifici”.

Questa Direttiva è stata recentemente revisionata: dopo 2 anni di discussioni, l’8 settembre 2010 si è arrivati all’accordo sul testo finale e il 9 novembre 2010 è entrata in vigore diventando la Direttiva 2010/63/UE.

La Direttiva 2010/63 UE:
  • fissa gli standard minimi sulle modalità di impiego  e detenzione di tutti gli animali utilizzati in esperimenti negli Stati dell’Unione Europea.
  • gli Stati Membri hanno due anni per recepirla e possono integrare il testo comunitario con misure nazionali più rigorose.
Punti positivi principali rispetto alla vecchia Direttiva 86/609:

• ampliamento delle specie, categorie di animali e campi di applicazione regolamentati dalla legge
• l’inclusione nelle statistiche degli animali soppressi per ottenere tessuti o organi e degli stabilimenti allevatori e fornitori
• banche dati
• possibilità di dismettere gli animali sopravvissuti a privati
• classificazione del livello di dolore inferto durante le procedure sperimentali
• implementazione dei metodi alternativi
• ispezioni
Nessuno di questi punti è un divieto o nei fatti una limitazione, ma aumenta, perlomeno, il regime di trasparenza.

Punti negativi più gravi della Direttiva 2010/63 UE
• possibilità di utilizzare specie in via d’estinzione e/o catturate in natura
• bassa protezione per specie particolari quali cani, gatti e primati
• mancanza di divieto per le grandi scimmie
• possibilità di ricorrere ad animali randagi
• metodi di uccisione dolorosi
• possibilità di non utilizzare l’anestesia
• autorizzazione anche per esperimenti molto dolorosi
• mancanza di limitazione per organismi geneticamente modificati
Il recepimento nazionale della nuova Direttiva 2010/63 UE deve rappresentare la base su cui costruire un profondo cambiamento dello scenario nazionale e internazionale della ricerca scientifica e del riconoscimento della vita umana e animale che deve tenere conto degli enormi progressi scientifici raggiunti e della crescente coscienza dell’opinione pubblica su questa tematica.





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