non fare ad alcun essere vivente ciò che non vorresti fosse fatto a te...

allevamento di cani

 dal sito della 

Green Hill, verso il ritiro della licenza. Corteo il 19/11

Dopo un anno e mezzo di pressione, proteste, cortei ed azioni, la campagna contro Green Hill prende forza ogni giorno di più, infatti le numerose iniziative e la crescente attenzione dei media e dell’opinione pubblica contro questo allevamento di animali da sperimentazione, ha portato ad una svolta: il sindaco di Montichiari Elena Zanola ha adesso in mano una istanza di chiusura motivata e basata su precise e gravissime violazioni rilevate all’interno della struttura di Green Hill, cui deve seguire il ritiro della licenza di allevamento e vendita di animali ai laboratori di vivisezione.
Questo stabulario nel bresciano è l'ultimo rimasto sul territorio italiano per l’allevamento di cani, una “trappola” nella quale sono imprigionate madri fattrici che producono 2700 cani l'anno: cuccioli che non vedranno mai la luce del sole, destinati alla sperimentazione in vivo.
L'attenzione (e l'indignazione) della collettività e dei Media nei confronti di questo dramma è sempre maggiore come testimonia il servizio di Striscia La Notizia (Canale 5) di pochi giorni fa in cui la sofferenza dei cani buca inevitabilmente lo schermo.
Per non lasciare che l’interesse cali e per essere ancora più incisivi in un momento cruciale, il coordinamento autonomo fermaregreenhill ha organizzato un CORTEO  il 19 novembre;


  • Cinquemila persone contro Green Hill
    21/11/2011
    [di M.Kuan*] Una partecipazione sentita e significativa quella che ha radunato 5 mila persone, sabato 19 novembre, contro Green Hill, lo stabilimento allevatore nel bresciano di cani destinati alla vivisezione. Manifestazione, promossa dal coordinamento autonomo fermaregreenhill, alla quale ha partecipato anche l'ex Ministro Michela Brambilla per chiedere la chiusura di questo lager. 
    L’allevamento ha, inoltre, recentemente ricevuto un’istanza di chiusura per irregolarità amministrative inerenti il registro di carico e scarico, gli animali sono praticamente considerati alla stregua degli oggetti, per legge, l’identificazione dei cani venduti e le condizioni di stabulazione; violazioni gravi che si aggiungono alla violenza legata alla stabulazione e alla detenzione in strutture che non rispettano minimamente le necessità fisiche e comportamentali della specie.
    La chiusura di questo allevamento sembra ogni giorno più vicina e speriamo di vedere raggiunto questo traguardo il più presto possibile, ma non bisogna dimenticare che questo stabilimento rappresenta solo il primo gradino di un enorme sistema legato alla vivisezione che si traduce in 600 laboratori che utilizzano animali solo nel nostro Paese e in centinaia di milioni di animali uccisi ogni anno nel mondo. 
    Oltre a manifestazioni di grande eco sull’opinione pubblica e sui media che finalmente parlano di questo argomento considerato ancora tabù, bisogna lavorare parallelamente sul piano legislativo per vietare e limitare il ricorso al modello animale e diffondere i metodi alternativi, una lotta silenziosa che non va sui giornali, ma fondamentale perché fino a quando sarà legale fare vivisezione esisteranno sempre stabulari in cui moriranno cavie e ricercatori autorizzati a farlo.  
    *M.Kuan, biologa, responsabile LAV Vivisezione  
    Per approfondimenti: Vivisezione, Test sostitutivi
Per maggiori informazioni: http://www.fermaregreenhill.net/  

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